Lo spettacolo non è finito. E’ semplicemente alla sua seconda edizione – come dice Laurent – pronto per colpire Tokyo il prossimo anno. Con questa notizia salute tutti alla fine della performance di venerdì notte. Questi ultimi due giorni sono stati la restituzione pubblica del lavoro che artisti visivi e musicisti hanno creato e sviluppato questa settimana, ognuno dalla propria parte, per poi scoprire essi stessi solo l’ultima sera se la performance consisterà in un’analogia o in un contrasto.
Giovedì Ericailcane, DEM e Will Barras si incontrano allo Stolen Space nell’area di Brick Lane, dove quest’ultimo mese è stata ospitata la mostra dei loro lavori (realizzati in precedenza). Tre pannelli in legno sono appoggiati al muro esterno della galleria d’arte. Entro nella galleria e vedo per la prima volta la mostra. Per diverse ragioni, mi rendo conto che mi piacciono tutti – lo stile di ciascuno, per qualche diversa ragione, suona famigliare ai miei interessi, ai miei scopi, o alla mia vita.
Se mi fossi rapportata inizialmente al progetto visitando la mostra, sarei stata molto sorpresa dall’idea di far lavorare questi tre artisti visivi insieme. I loro lavori’ sono decisamente distanti l’uno dall’altro, in termini di soggetto, di disegno, di tecnica e di materiali impiegati. Nonostante ciò, li ho già visti lavorare insieme questa settimana e ho potuto comprendere quanto si completino reciprocamente nel momento in cui ciascuno attenua il proprio stile personale per raggiungere un’armonia finale a livello collettivo. Vedo nel visivo ciò che Om Unit mi ha detto a proposito del lavoro che stavano facendo sulla musica.
Un certo numero di persone sta ritrovandosi nello spazio della galleria per visitarla, beve una birra, parla con i tre. la galleria. Fori fa terribilmente freddo, ma il numero dei visitatori aumenterà col passare del tempo. Intorno alle 7, DEB comincia a dipingere nel pannello centrale, seguito da Ericailcane alla sua sinistra e Will Barras alla sua destra. Non lavorano tutti insieme nello stesso momento: uno dipinge un pezzo del proprio pannello, e prende una pausa, nel frattempo un altro vi subentra e dipinge a sua volta un abbozzo del proprio pannello e così via. Il lavoro finale mostrerà tre diversi soggetti – uno per artista e per pannello – collegati reciprocamente, il risultato di nuovo di una danza nella quale si sono alternati per due ore.
Li rivedo venerdì, l’ultimo giorno. Hanno lavorato fino a tardi tutte le sere per realizzare abbastanza animazioni per lo showcase, quindi Hiraki vi ha ulteriormente lavorato sopra aggiungendo alter immagini e prendendo il controllo della performance. Dissimulando qualsiasi emozione, parlano rilassati con gli amici, bevono qualcosa e aspettano l’arrivo del pubblico al Corbet Place, un locale di dimensioni significative sempre nei pressi di Brick Lane. Sulle pareti nel lato destro del locale hanno appeso tre schermi le cui silhouette riecheggiano le animazioni che verranno proiettate al loro interno.
Laurent sta mettendo musica dalle 6, aspettando che arrivi l’ora esatta. Alle 9 un centinaio di persone assisterà alla performance che Laurent annuncia sommessamente – quasi non interrompendo il flusso del ritmo suonato sino a quel momento. Tatsuki comincia a suonare, subito seguito da Om Unit e quindi da Tayone. E’ tempo che comincino anche le immagini e le animazioni scorrono sullo schermo talvolta bianco, talvolta saturo di immagini naturali – le onde del mare, uccelli che volano sull’acqua, braci ardenti. L’effetto è di nuovo fluido: musica e immagini si mescolano perfettamente senza alcun contrasto, così come – la maggior parte delle volte – le stesse immagini tra loro.
La gente guarda con attenzione e si muove, sentendo il ritmo della musica e mostrando chiaramente d’aver voglia di ballare. Alcuni lo fanno. Nessuna espressione è migliore di quella dell’‘esperienza di flusso’ coniata da Csíkszentmihályi per descrivere “lo stato mentale del processo in cui una persona è completamente immersa in ciò che sta facendo, con una concentrazione specifica d’energia, un pieno coinvolgimento” e che in termini collettivi può essere applicata a performer e pubblico durante la messa in scena della performance.
45 minuti terminano in un secondo, ma Tayone continua a mixare I pezzi e così rende libere le persone di ballare – ora che lo showcase è terminato e quel po’ di tensione di scioglie in sorrisi aperti tra artisti, amici e pubblico. Laurent sommessamente – così come ha fatto all’inizio dello spettacolo – ringrazia tutti, quindi le voci si alzano nuovamente, commentano il successo del lavoro e vengono seguite da abbracci e risate. Potresti pensare che sia l’occasione per un incontro tra amici che per caso sono anche artisti di diversi paesi e con diverse competenze e modalità espressive – più che un evento artistico, cosa che è anche. Probabilmente è entrambe le cose, e l’una è l’alibi per l’altra…
Ma… Aspetta! Tutto questo non era scritto nell’introduzione e negli scopi di Original Cultures?








