2tall x Ayami

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Da Alarico Mantovani.

Nuovo ingresso in formazione stamattina: Bruno Briscik, il carismatico violoncellista che fa coppia con Tayone nei Rajasful, è già all’opera con gli altri sul palco del San Leonardo. Quando entro in sala vengo letteralmente assalito da un suono hard e possente, con un Briscik in piena, molto hendrixiano, e gli altri che macinano come treni… wow! Con l’aggiunta di questo tassello il set è ormai pronto: Bruno suonerà in quattro dei pezzi del trio. Il live ha ormai una sua chiara fisionomia: in sostanza copre uno spettro molto ampio, composito e multiforme, che va dall’electro al funk attraverso atmosfere talvolta dance talvolta jazzy, con l’hip hop, più o meno astratto, sempre in filigrana o fortemente presente in qualità di impalcatura ritmica. La curiosità cresce…

Intermezzo.Tayone assurge ormai a mattatore. Esilarante quando snocciola la tracklist dei pezzi su cui si sono accordati: “Paglia”, “Dog Food”, “Non capisco”, “Pistacchio” e così via… Tatsuki e Jim 2Tall se la ghignano… ed io più di loro…

All’ora dell’aperitivo appuntamento alla libreria Modo Infoshop per la presentazione di Original Cultures, con tutte le voci dei protagonisti a raccontare l’idea progettuale e lo stato dell’opera ad un pubblico non straripante ma assai attento ed interessato… Ormai l’attenzione di tutti è già rivolta alla serata conclusiva, la summa di quest’inedita esperienza… Attendiamo trepidanti…

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Da Giorgia Soncin.

Originalcultures workshop day3

Terzo giorno di work in progress per i tre artisti che in questa giornata procedono nella realizzazione di idee e aggiungono tasselli alla composizione finale.

Una parte del lavoro si svolge presso lo studio di Ericailcane per poi spostarsi al Sì, dove lo spazio, una volta montati gli strumenti dei musicisti, ha già cambiato volto, e sarà presto popolato dai personaggi nati nelle giornate precedenti. Ciascuno di essi prenderà posizione preparandosi allo spettacolo di domani sera.

A vederlo, non ci si crede che in soli tre giorni sia stato possibile tutto questo, senza attività frenetiche e senza la pressione a cui siamo abituati, quello che si nota è sicuramente la sinergia che si è creata tra i tre, ed è evidente che il risultato finale sarà tutt’altro che scontato. E’ un’esperienza di vita oltre che artistica, basata sulla condivisione di idee e competenze tecniche ma anche sull’interazione tra le cosiddette “conoscenze tacite” che fanno parte del bagaglio culturale di ciascuno degli artisti che partecipano al progetto.

Si creano connessioni, le idee prendono forma superando le barriere stilistiche e linguistiche. L’arte, in tutte le sue manifestazioni si conferma come linguaggio universale oltrepassando, si direbbe, anche la dimensione temporale.

Lasciando un velo di mistero, possiamo solo dire che saranno rievocate sia la tradizione orientale che la dimensione pre-onirica dell’infanzia; come una finestra aperta su una dimensione parallela.

E’ affascinante seguire l’evoluzione di questo progetto, volutamente partito da zero e sfociato in un’opera collettiva perfettamente sinergica con gli spazi e coesa dal punto di vista artistico, inteso in tutte le sue forme.

Eloquente più che mai, nella sua essenzialità, l’intervento di Will Barras alla presentazione di Original Cultures, quando dice che, inconsapevolmente pur non lavorando insieme, i tre musicisti hanno prodotto un lavoro che si identifica pienamente con il lavoro dei visual artists e viceversa.

Questo è Original Cultures, chi verrà domani potrà entrare a far parte di un mondo parallelo in cui si può veramente parlare di performing arts nel senso più ampio del termine, dove la musica dal vivo interagisce con le esperienze più diverse dell’ambito visivo: dal live painting al video, passando attraverso la suggestione delle ombre cinesi.

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