original_music01

We are sorry but this post is not available in English yet.

Da Alarico Mantovani.

Ai nastri di partenza il più in palla è Tatsuki: durante la conferenza stampa svoltasi al Museo della Musica dichiara di essere lieto ed orgoglioso di esibirsi qui a Bologna perché Hidetoshi Nakata (ve lo ricordate?), il più celebre calciatore proveniente dal Paese del Sol Levante, ha in passato vestito la casacca rossoblu. Risata generale.

Una volta giunti alla location destinata ad Original Cultures, i tre dj/producer si dispongono uno dinanzi all’altro su un ampio tavolo quadrato installato al centro del palco del teatro San Leonardo. Una sistemazione ideale per collaborare in progress e conoscersi: inizia così, dopo un lauto pranzo, la prima giornata di prove. Da questo momento cominciano ad edificare, beat dopo beat, scratch dopo scratch, il live set collettivo inedito che presenteranno sabato sera al pubblico. Tutti con i loro portatili, mixer ed i diversi controller che ciascuno ha scelto per l’evento. Tay e Tatsuki utilizzano principalmente i giradischi, con il nipponico circondato da apparecchiature della Korg, l’azienda per cui progetta ed esegue dimostrazioni di strumenti sempre più sofisticati, mentre 2Tall utilizza keyboards ed un drumkit minimale.

Si parte. Scaldano i motori, si annusano su ritmi un po’ sovraccarichi e Tay One propone di scendere su ritmiche un po’ più distese e sincopate: viene fuori una sorta di remix di “Harder, Better, Faster, Stronger” dei Daft Punk. I tre virano verso un abstract hip hop che poi si fa assolutamente convincente quando assume toni electro-hop su campioni di Kraftwerk e Run Dmc. Jim 2tall inserisce note eteree e traballanti che mi trasportano con la memoria alle atmosfere acquatiche dei Drexciya (Underground Resistance esclama 2tall!). L’amalgama e l’affiatamento sembra crescere sensibilmente con il passare del tempo. La jam successiva si concentra principalmente sulle percussioni, con ritmiche che si fanno piu incalzanti ed una maggior attitudine esplorativa, alla ricerca.

La confidenza tra i tre è ormai piu che buona, complice il gelato al pistacchio elogiato a gran voce da Tatsuki… Ora ci avviciniamo a forme innovative con beat possenti come alcune delle migliori produzioni degli ultimi tempi, vedi l’ultimo Dr. Who Dat?, ma al contempo cerebrali, alla Flying Lotus, con interessanti derive wonky beats, molto Harmonic 313 e Joker. Il livello di coinvolgimento empatico giunge al culmine e così anche la capacità espressiva. A questo punto Laurent Fintoni, durante una pausa, fa il punto della situazione: visti i buoni esiti che si stanno raggiungendo sembra opportuno allungare la durata del live set collettivo a scapito di quelli individuali. Su questo mi trovo perfettamente d’accordo. L’appuntamento è per la giornata successiva.

Share →